• ACQUE AD USO CIVILE

    Anche l’acqua utilizzata per il consumo umano e per le attività civili deve rispettare specifici requisiti di sicurezza. La garanzia della potabilità dell’acqua si ottiene con trattamenti di filtrazione, disinfezione chimica (ozonizzazione, clorazione), sterilizzazione con raggi UV. Anche le acque di piscine pubbliche, hotel, spa, centri termali e medici devono essere sottoposte a trattamenti di ultrafiltrazione, multimedia filtrazione, disinfezione con raggi UV, ozono ed altri prodotti chimici per la riduzione delle sostanze inquinanti e l’eliminazione degli agenti patogeni. L’applicazione di tecnologie innovative consente inoltre l’abbattimento e la prevenzione del batterio della Legionella.
  • ACQUE NERE

    L’accesso ai depuratori pubblici per lo scarico delle acque nere è spesso limitato dalle fasce orarie di apertura e dall’afflusso di autocisterne. L’installazione di un impianto di trattamento in loco si traduce in un vantaggio economico per le ditte di autospurgo, in quanto consente di ottimizzare i tempi degli interventi. Il processo, articolato in diverse fasi, permette la rimozione dall’effluente di oli, metalli pesanti, solidi sospesi e COD. Grazie all’applicazione di un trattamento chimico-fisico, in aggiunta a quello biologico tradizionale, l’acqua trattata può essere riciclata per il lavaggio dei camion e delle aree adibite allo scarico, con un’ulteriore riduzione dei costi operativi.
  • ACQUA PRIMARIA

    Diversi settori industriali necessitano di un’acqua trattata per l’immissione nel ciclo produttivo. In particolare, le industrie alimentare, elettronica, chimica, farmaceutica e cosmetica abbisognano di acqua ultrapura – cioè ad elevata conducibilità e priva di carica batterica – per l’impiego come ingrediente nella formulazione dei prodotti. Tra le applicazioni che permettono di ottenerla, figurano l’addolcimento a scambio ionico, per la rimozione di calcio e magnesio; la deionizzazione, in grado di eliminare fino al 100% dei sali dall’acqua; l’osmosi inversa, che, oltre che a desalinizzare l’acqua, riesce a trattenere gli agenti patogeni ed i pesticidi; l’ultrafiltrazione, le cui membrane sono in grado di ritenere solidi sospesi, virus e batteri.
  • AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO

    Il digestato da trattamento anaerobico delle biomasse agricole e gli effluenti zootecnici presentano un alto carico di azoto ammoniacale ed organico. La direttiva europea limita lo spandimento nei terreni di queste sostanze, considerate inquinanti in concentrazioni elevate. In assenza di adeguate estensioni agricole è quindi necessario un trattamento di rimozione dell’azoto al fine di un utilizzo agronomico dell’acqua trattata. Il processo, che si compone di più tecnologie, consente non solo il riciclo dell’acqua, ma anche il recupero dei sottoprodotti, utilizzabili come fertilizzanti o ammendanti. All’impianto può essere inoltre abbinata una sezione di compostaggio.
  • BONIFICA SITI CONTAMINATI

    La denominazione “sito contaminato” viene attribuita ad aree nelle quali, in seguito allo svolgimento di attività produttive, la qualità dei suoli e delle acque superficiali e di falda è alterata dalla presenza di sostanze inquinanti in concentrazioni superiori a quelle stabilite dalla normativa. Gli interventi di bonifica richiedono l’aspirazione dei liquidi dal terreno oppure, nel caso di livelli di inquinamento elevati, l’asportazione dei terreni e il loro lavaggio in appositi impianti installati presso ditte specializzate. Il trattamento delle acque contaminate può di conseguenza essere effettuato in impianti installati in loco o presso gli stabilimenti di lavaggio dei terreni. Nel primo caso è possibile optare per unità mobili, anche con possibilità di noleggio.
  • INDUSTRIA ALIMENTARE

    Le acque reflue dell’industria alimentare si caratterizzano per un alto contenuto di sostanze organiche (quali zuccheri, carboidrati, amidi, proteine) o di sali. Le prime, ricche di COD (Chemical Oxygen Demand), sono efficacemente trattabili con tecnologie biologiche, come la UASB (Upflow Anaerobic Sludge Blanket), MBR (Membrane Bio-Reactors), SBR (Sequencing Batch Reactors), in grado di rimuovere gli inquinanti attraverso la digestione del carbonio. Il processo consente anche la produzione di biogas utilizzabile come fonte di energia. Per il trattamento delle soluzioni saline la migliore tecnologia è l’evaporazione, le cui rese arrivano fino al 70-90% di acqua distillata e al 30-10% di concentrato. L’impiego della tecnologia sottovuoto e di sistemi a multiplo effetto garantisce l’efficienza energetica del processo, abbassando i costi operativi.
  • INDUSTRIA CARTARIA

    I processi di produzione della carta necessitano di un’acqua primaria priva di durezza o con bassa salinità, ottenibile con trattamenti di addolcimento e desalinizzazione. Le acque reflue contengono solidi sospesi, COD, BOD e sali, rimovibili con l’impiego di tecnologie biologiche, come la UASB, e chimico-fisiche, come la flottazione. Il processo di scioglimento della lignina, inoltre, produce il black liquor, un liquido contaminato da sostanze chimiche, che può essere trattato con l’evaporazione: il concentrato può talora essere riciclato o valorizzato come materia prima secondaria.
  • INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA

    Le acque reflue delle industrie chimiche e farmaceutiche sono generalmente ricche di COD, tensiottivi, acidi e fluoruri, sostanze che possono essere rimosse attraverso l’applicazione di trattamenti chimico-fisici, biologici (tra questi, particolarmente efficaci quelli che utilizzano la tecnologia MBR) e di evaporazione. Gli evaporatori per il trattamento delle acque reflue di questi settori produttivi sono realizzati in leghe di acciaio Inox (AISI 316L o Duplex) o di metalli o in carburo di silicio, materiali in grado di garantire un’elevata resistenza all’azione corrosiva degli acidi presenti negli effluenti. L’aggiunta di una sezione di ultrafiltrazione permette il recupero delle soluzioni, riciclabili nel processo produttivo.
  • INDUSTRIA DELLE BEVANDE

    Le acque reflue dei processi produttivi di succhi di frutta, birra, vini e liquori contengono sostanze biodegradabili quali zuccheri ed alcoli. I trattamenti più indicati per la depurazione degli effluenti di questo settore sono quelli biologici. Le performance dei processi possono essere ottimizzate grazie all’abbinamento delle tecnologie aerobiche a quelle anaerobiche. La migliore soluzione in caso di spazi limitati è la tecnologia MBR (Membrane Bio-Reactor), che abbina l’ossidazione aerobica alla filtrazione a membrana: l’acqua prodotta è scaricabile a norma di legge o riutilizzabile nel ciclo di lavorazione e il concentrato, qualora presenti uno standard qualitativo idoneo, può essere impiegato come ammendante.
  • INDUSTRIA PETROLCHIMICA

    I processi produttivi dell’industria petrolchimica generano degli effluenti con un alto contenuto di solidi sospesi, oli minerali ed altri idrocarburi, per la cui rimozione sono necessari trattamenti di separazione. Essendo le acque reflue di questo settore caratterizzate da un’elevata concentrazione di sostanze nocive, la soluzione preferibile dal punto di vista ambientale è lo scarico liquido zero: il completo riciclo dell’acqua nel processo produttivo e il recupero dei sottoprodotti del trattamento consentono un abbassamento dei costi operativi.
  • RIFIUTI URBANI

    I rifiuti urbani depositati in discarica producono colaticci e percolati con un carico inquinante che presenta delle caratteristiche chimico-fisiche variabili in base alla tipologia di rifiuti e alle condizioni ambientali. In linea generale, questi liquidi contengono metalli pesanti, COD, cloruri, solfati e altre sostanze quali azoto, nitrati, ammoniaca, boro. Il loro trattamento richiede la combinazione di diverse tecnologie, come l’evaporazione, la filtrazione su membrana e lo scambio ionico. Ai percolati ricchi di COD può essere applicata la tecnologia biologica UASB, in grado di generare biogas grazie al processo di digestione delle sostanze organiche. Dal digestato prodotto dal trattamento anaerobico della FORSU, inoltre, si possono ottenere del compost igienizzato e dei sottoprodotti utilizzabili come fertilizzanti.
  • TRATTAMENTI SUPERFICIALI

    Le acque dei processi di lavorazione delle superfici dei metalli – quali la cromatura, la nichelatura, la zincatura, la verniciatura, l’anodizzazione – si caratterizzano generalmente per la presenza di sostanze altamente inquinanti, come metalli pesanti, fosfati, soluzioni acide ed alcaline, tensioattivi, oli e sostanze organiche, che possono essere rimosse solo grazie all’abbinamento di diversi tipi di tecnologie di trattamento, tra cui l’evaporazione, la filtrazione, lo scambio ionico. Vista la possibilità che residui di tali contaminanti rimangano nell’acqua trattata, i sistemi a “scarico liquido zero”, che consentono un totale recupero dell’acqua all’interno del ciclo produttivo, si configurano come la soluzione più affidabile in questo settore.
Settori di applicazione